In principio…

La mia “storia” con la musica è iniziata più di 30 anni fa.
Fin da piccolo mia madre mi faceva ascoltare alcuni suoi 45 giri nel mitico “mangiadischi”, un aggeggio somigliante ad una valigetta di plastica, color panna e rosso, con due soli comandi: il tasto da premere per la fuoriuscita del disco e la “rotella” del volume. Insieme a canzoni di Celentano, De Andrè, Morandi, Rita Pavone, e compagnia cantante, avevo anche le mie canzoncine (Zecchino D’oro, qualche sigla di cartoni animati) e le mie favole da ascoltare.
Poi iniziò l’era delle musicassette e, come per i dischi, anche qui avevamo in casa il  “mangiacassette” o altrimenti detto “mangianastri”.
[Piccola Parentesi Riflessiva]   In effetti il “volgar” nome che si dava ai lettori musicali dell’epoca non era una casualità o una mossa pubblicitaria, no no, quegli aggeggi si mangiavano proprio la roba, soprattutto le musicassette. Non ho mai tenuto il conto delle “vittime” del mio mangiacassette/mangianastri, però sono sicuro che l’ho sfamato per bene.   [Fine Piccola Parentesi Riflessiva]
Con l’arrivo delle musicassette iniziarono a cambiare anche i miei gusti musicali. Dopo un breve periodo all’insegna delle sigle dei cartoni animati, ascoltando la canzone che accompagnava uno spot pubblicitario, ebbi una folgorazione. Se non ricordo male era lo spot di una nota marca di pneumatici e la canzone in questione era la mitica “The Final Countdown” degli Europe. Ho rotto talmente tanto le balle ai miei vecchi che hanno dovuto portarmi dal negozio di musica per comprarmi la cassetta.
Custodisco ancora questo “pezzo di antiquariato”, è il mio “punto zero”, il primo album voluto e acquistato.
[Continua…]